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BIOGRAFIA

Fuori da ogni schema eppure profondamente pop. Vittorio Cane ha saputo fondere queste due anime, creando uno stile unico ed un nuovo approccio alla canzone d'autore, che ha fatto scuola a Torino e nel resto d'Italia. Il suo debutto, con il CD autoprodotto “Vittorio Cane” risale al 2005, e da subito si è fatto notare nei circuiti più underground, mentre con “Secondo”, pubblicato da Innabilis e New Model Label e distribuito da Goodfellas nel 2008, la musica di Vittorio Cane è arrivata anche a canali televisivi mainstream come MTV ed All Music ed a media nazionali. Tra le collaborazioni di quel disco spiccano la partecipazione di Remo Remotti in “Conclusione” ed il duetto con Mao nel singolo “Ci proverò”. Per oltre due anni e mezzo il cantautore torinese si è esibito in numerosissimi concerti in tutta Italia, da solo o accompagnato da una band, con la presenza quasi fissa di Deian Martinelli e, tra i vari concerti, va ricordata la partecipazione al Traffic Festival di Torino nel 2009, in apertura a Nick Cave e St. Vincent. Vittorio Cane inoltre ha pubblcato nel 2010 una raccolta di testi e scritti vari dal titolo “Terzo tempo” per l'editore Manifattura Torino Poesia.

Palazzi” è il terzo album, uscito nell’ottobre del 2011, pubblicato da New Model Label ed Innabilis e distribuito da Audioglobe e nei principali store digitali, Itunes compreso, dove la settimana dell’uscita è stato in homepage, nonchè recensito sui principali media italiani, musicali e non. “Palazzi” ci mostra un Vittorio più maturo e sicuro dei suoi mezzi, come autore e come interprete, capace di confermare la definizione di “poeta delle cose semplici”, attribuitagli dalla stampa per il secondo disco. L’album è preceduto dal singolo “Quello che”, di cui è stato realizzato anche un videoclip. Nel disco, spicca la collaborazione nel brano “Sto bene” con lo scrittore Christian Frascella, (autore di romanzi di successo come “Mia sorella è una foca monaca” e “La sfuriata di Bet”).

In Spagna, Vittorio Cane ci va per la prima volta nel marzo del 2012. Si esibisce in alcuni locali underground di Barcellona e viene intervistato in vari programmi radiofonici (Mediterráneo di Radio Nacional de España e Zibaldone di Radio Contrabanda), riscuotendo un notevole successo. È per questa ragione che esce adesso “Domingo”, il suo EP che riunisce alcune delle sue migliori canzoni e che contiene un nuovo pezzo. Vittorio Cane recupera una tradizione che era andata persa con la fine degli anni Settanta, quella delle versioni in spagnolo dei grandi successi italiani. E la recupera con la sua “Domenica” che per l’occasione diventa “Domingo”. Una canzone che ricorda sia Lucio Battisti sia Rino Gaetano. Una canzone che ha accompagnato le estati di molti italiani e che ora nella versione adattata allo spagnolo da Steven Forti ed Enrico Banzola permette al pubblico spagnolo di avvicinarsi alla poetica di questo cantautore torinese del XXI secolo.




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Brani che, di estrema cantabilità radiofonica, facilità testuale e immagine compiuta, mostrano un senso della melodia che almeno la metà di certi cantautori pop di successo si sogna.» - Blow Up

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Vicissitudini semisurreali, confidenze ironiche e un uso solo apparentemente distratto delle parole. La ruvida semplicità della voce non tragga in inganno: non è un disco condito via in fretta, ma costruito con la pazienza di un artigiano indipendente.» - D - la Repubblica

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Il cantautore piemontese conferma di avere tutte le carte in regola per ritagliarsi la giusta considerazione da parte di pubblico e critica.» - Extra! Music Magazine

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Con la sua vena autoriale provocatoria Vittorio Cane colpisce e, come tutte le cose che contano, rimane impresso. Ispirato, da tenere d'occhio.» - Freequency

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All’ascoltatore la scelta di prendersi la leggerezza che le canzoni comunque trasmettono o di andare oltre e entrare in questo mondo romanitico.» - il manifesto

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Un cantautore non certo emulativo - e di questi tempi in Italia non è proprio scontato.» - il manifesto

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Questa è la voce di un outsider che merita di essere ascoltato perché ha molte cose da dire, e riesce ad arrivare ben oltre il pubblico affezionato a stranezze ed eccentricità.» - Il Mucchio

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Vittorio Cane brucia lentamente. Sa quello che fa, non esagera, non è un comico che fa le battute sulla moglie che non ha. Questa sincerità si sente, ha delle belle frequenze, e molti alzano il volume.» - Impatto Sonoro

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Un po' malinconico, un po' geniale. Una, dieci, cento “Dipendente”.» - Indie-Pop

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Si fa fatica a non affezionarsi alle piccole intuizioni candide, alla trasandatezza giocosa e un po' amara che le canzoni di Vittorio Cane sanno esprimere.» - Indie-Rock

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Dopo aver ascoltato una sua canzone difficilmente te la dimentichi.» - L'Eco di Bergamo

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Bellissimi deliri in salsa lo-fi.» - Kronic

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Attendevamo quindi con impazienza il ritorno sulle scene del Cane originario, quello che aveva dimostrato con immediatezza e originalità di essere il miglior amico del cantautorato nostrano. Vittorio Cane è per Torino quel che Dente è stato per Milano, un capostipite del rinnovato pop acustico minimalista.» - L'isola della musica italiana

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Vittorio Cane, il poeta che canta le cose semplici.» - La Stampa

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Bell’esempio del nuovo cantautorato italiano indipendente.» - Lost Highways

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Una voce inconfondibile, volutamente sgangherata, che canta storie surreali e fa venire in mente Rino Gaetano (ma anche il malinconico e rabbioso Piero Ciampi). Da scoprire.» - Marie Claire

«A metà tra un vaudeville post-moderno ed un esperire visionario della quotidianità proprio delle psicologie borderline.» - Onda Rock

«Il baffuto Vittorio Cane ci riprova e si riprova, e ci riesce. In cosa direte voi? A far sorridere e a far pensare. Una per tutte l’ottima Quello che, una giostra infantile davvero irresistibile, per non parlare di Sto bene, puro zucchero per denti cariati.» - Onda Rock

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Ricerca con le sue canzoni degli stati d’animo, delle sensazioni e dei colori raramente esplorati nel mondo musicale contemporaneo.» - Pillbox

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Sarebbe banale fare giochi di parole con il cognome del nostro artista. Scontato, forse, ma di gran lunga irresistibile. Se è per questo, è difficile resistere anche ai versi che scrive e al modo in cui li canta. Canzoni che arrivano subito dritte in testa e lì ci rimangono». - Rockol

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Vittorio è un poeta delle cose semplici. Come un cane che zampetta sul ciglio della strada, con in bocca una penna d'avorio e un pentagramma di seta.» - Rumore

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Non vorremmo sbilanciarci troppo, ma il concetto di “poeta urbano” non ci sembra campato in aria.» - Salad Days Magazine

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È il musicista più anti-convenzionale dell’underground torinese. Ha un cognome che nessuno facendo il suo mestiere vorrebbe ritrovarsi. Ma è raro vedere un artista seguito dall’affetto di un così vasto suolo di aficionados. Vittorio Cane è uno chansonnier piovuto dalla luna, a metà strada tra Felix the Cat e Lucio Battisti delle periferie.» - Sugo

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O lo si ama o lo si odia. Non c’è via di mezzo.» - Ultrasonica





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